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DON QUIJOTE - GRANADA

"Granada non è solamente l’ Alhambra, l'Albaicín o la Cappella Reale: Granada è un cammino che ci trasporta attraverso la storia dei romani, degli arabi, degli ebrei, della scoperta dell'America e ci lascia in un presente dinamico, moderno e giovane (più di 60.000 studenti). Granada è colore: l'azzurro del cielo e del mare, il bianco della neve e il verde delle foreste. Ma soprattutto, Granada è la sua gente: una città viva, semplice e accogliente.

LAURA RUIZ
Direttore accademico, don Quijote Granada

 

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DON QUIJOTE GRANADA


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* Wi-Fi gratuito, con accesso da tutti i punti della scuola
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* Cucina disponibile per tutti gli studenti
* Salone totalmente attrezzato con area per lo studio, biblioteca, TV, stereo, DVD

I CORSI: I corsi proposti durante tutto l'arco della giornata e con tipologie diverse per soddisfare ogni tipo di esigenza scolastica. Si usa il metodo Tradizionale e testato, basato sullo studio della grammatica, ma anche con la peculiarità in alcuni corsi, di usare anche ore di conversazione tra insegnante e studente. L'orario si richiede prima di partire in base alla vostra esigenza e sarà premura nostra soddisfare. Si può scegliere fra corsi Combinati di studio della grammatica e la conversazione, da 15 ore settimanali a 25 ore settimanali, corsi Business (Corsi per la preparazione a livello commerciale), preparazione di esami come il DELE

I corsi sono particolarmente curati, questa scuola tiene particolare conto alle esigenze scolastiche di ogni singolo studente, traghettandolo nei traguarti prefissati


GLI ALLOGGI

Alloggio in Casa o appartamento Condiviso:

Le nostre case condivise si trovano nelle principali zone centrali della città. Sono tutte abitazioni ben servite dalle metropolitane e mezzi pubblici. Sono soluzioni economiche, puoi prenotare una camera singola o doppia. Moltissime hanno il sistema Wi - Fi per navigare gratuitamente in internet con il portatile. Ben arredate, dotate di cucina, bagni, sale comuni, Tv, alcune hanno lavanderia e spazi verdi privati. Ogni camera è arredata con mobili ed attrezzatura pratica.

Alloggio in Famiglia:

Le nostre famiglie si trovano nelle principali zone centrali della città. Sono tutte soluzioni ben servite dalle metropolitane e mezzi pubblici. Particolarmente consigliabile per chi cerca un amabiente famigliare, in cui sentirsi protetti e coinvolti. Vivere in famiglia è il modo più veloce per imparare la lingua , usi e costumi locali. Tutte le nostre famiglie vi danno la possibilità di usare la cucina per uso personale. Si può scegliere tra camera singola e doppia, colazione o colazione e cena. Sono ispezionate e garantite dai nostri uffici di supporto in loco e rigorosi organi di controllo qualitativi.

L'ASSICURAZIONE

GRANADA

Capoluogo dell'omonima provincia dell'Andalusia, Granada sorge alle falde della Sierra Nevada lungo il fiume Darro ed ha una popolazione di circa 300,000 abitanti. Di vocazione ispanico-musulmana, fu la perla della civiltà nazarì, preziosa e decadente. Vi sono in città numerose industrie di vario genere ma l'industria turistica è forse la maggiore per la bellezza e il fascino di questa città, che è anche importante centro culturale essendo sede universitaria dal 1526. Sulle colline si trovano i quartieri vecchi, Albacìn e la Alhambra, con vie strette e angoli dalle prospettive stupefacenti. Un tuffo in un passato multiculturale e mistico.

Granada come molte città della Spagna fu colonia romana con il nome di Elvira,, anche se era conosciuta fin dal V secolo a.C. con il nome di Elybirge. Successivamente fu conquistata dagli arabi nell'711, divenne emirato autonomo nel XI secolo e nel 1232 divenne capitale del regno indipendente dei nasridi, che comprendeva anche Malaga e Almeria. Conquistata dagli spagnoli nel 1492, entrò a far parte del regno di Castiglia. Nonostante le garanzie accordate ai musulmani, le tracce della loro dominazione furono fatte scomparire con una serie di persecuzioni culminate col decreto di espulsione degli arabi nel 1609.

La Alhambra e il Generalife costituiscono la meta della passeggiata che dal centro della città va verso la collina rossa, nella quale si trova appunto la Alhambra.

Il suo periodo migliore fu quello successivo al periodo in cui al-Andalus fu dapprima un Emirato e poi Califfato omayyade, con sede a Cordova. Con i reinos de taifas la città - che ospitava una ricca e attiva comunità ebraica, stanziata soprattutto nel quartiere Realejo, tanto da far chiamare la città Granada degli Ebrei - fu governata dal 1013 in modo progressivamente indipendente dagli Ziridi, una dinastia fondata da Zāwī ibn Zīrī, un Berbero giunto dal Nordafrica per partecipare alle guerre innescate in al-Andalus dal crollo del Califfato.

Durante il dominio arabo, Granada è stata una delle maggiori città commerciali per lo scambio di pietre preziose, pelli, armi e polveri da sparo. Alcuni di questi oggetti venivano anche dall'Estremo Oriente, come la Cina e la Mongolia, anche se i primi importatori di oggetti provenienti da questi territori, furono gli antichi romani, nel loro periodo di grande prosperità. Nel corso della dominazione Almoravide e Almohade, Granada perse la sua indipendenza, costretta a piegarsi al volere dei signori venuti dall'Africa settentrionale, ma recuperò il proprio ruolo quando, nel 1238, Muḥammad ibn Yūsuf ibn Nāẓar (o Naṣr) entrò nella città dalla Puerta de Elvira per occupare il Palazzo del Gallo del Vento e legare la sorte della sua dinastia nasride al Sultanato di Granada. I Nasridi dettero alla città venti sultani, fino alla sua caduta nel gennaio del 1492.

I Nasridi trasformarono la loro capitale in uno dei centri più brillanti dell'intera Penisola Iberica, tanto sotto il profilo economico e sociale quanto sotto quello prettamente culturale.
Fu l'ultimo reame ad essere "riconquistato" dai cristiani che, per un lungo periodo, le consentirono di sopravvivere, sia pure in uno stato di sostanziale infeudamento, alla corona di Castiglia, fino a quando, nel 1492, Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona costrinsero alla resa e all'esilio l'ultimo Sultano Abū ʿAbd Allāh (il "Boabdil" delle cronache cristiane dell'epoca). C'è una località chiamata "Sospiro del Moro" sulla Sierra Nevada da dove, prima di procedere verso la costa, si vede per l'ultima volta il panorama della città, e qui secondo la tradizione si fermò Boabdil a rimpiangere il suo perduto regno.
Secondo la tradizione, la madre di quest'ultimo lo rimproverò dicendogli: "Piangi come una donna perché non hai saputo difendere il tuo regno come un uomo".

Il fatto che i "Cattolicissimi" re, avessero deciso di eleggere come propria sede reale a Granada, proprio il palazzo dei sultani dell'Alhambra (dall'arabo al-Ḥamrāʾ, ossia "la Rossa", a causa forse del colore rosato delle strutture murarie o, forse, del colore rossiccio della barba del primo sultano), preservò la costruzione dalla devastante damnatio memoriae dei vincitori. Oggi l'Alhambra è considerata uno dei Patrimoni dell'Umanità. Carlo V edificò anche un suo palazzo nel mezzo del'Alhambra, che non fu però terminato.

Alla fine del XVI secolo, con Filippo II al potere, scoppiò la sanguinaria ribellione dei moriscos (cristiani convertiti all'Islam) e fu costretto ad intervenire il fratellastro di Filippo II, don Giovanni d'Austria, vincitore di Lepanto, che operò una repressione durissima: il capo degli insorti Abén Humeya (il cui nome cristiano era Fernando de Córdoba y Válor mentre quello arabo era Muḥammad ibn Umayya. Questi (1520-1569) fu tradito e assassinato da Abén Abó (Ibn ˁAbbād o Ibn ʿAbbās) che, a sua volta, fu decapitato dai cristiani che esposero la sua testa sulla Porta Reale. I moriscos vennero definitivamente espulsi dal suo regno da Filippo III e ci fu un periodo di grave crisi dell'economia nazionale (originata dallo sfacelo del settore agricolo), seguito nei secoli XVII e XVIII da un periodo di grande splendore (provocato dall'oro e dall'argento delle Americhe) e vennero avviate e completate le costruzioni delle grandi opere del Barocco e del periodo successivo.

Nei secoli seguenti, Granada non fu più al centro della vita culturale del paese fino a quando, nel 1829, giunse in città Washington Irving, il quale dimorò all'Alhambra e scrisse "I racconti dell'Alhambra" che attrassero molti scrittori, artisti e viaggiatori romantici come Alexandre Dumas, Honoré Daumier, Delacroix ed altri. Nel 1889 si iniziò il restauro dell'Alhambra che fu aperta al pubblico con Alfonso XIII. Da allora Granada ha accresciuto la sua fama con Federico Garcia Lorca, Salvador Dalì, Andres Segovia e Manuel de Falla, che vi dimorarono contemporaneamente, facendo diventare la città andalusa in uno dei maggiori centri mondiali della letteratura e della musica.
Il clima

Nonostante la vicinanza al mare, il clima è secco e continentale. La pioggia è rara e le alte montagne della Sierra Nevada impediscono che il mare mitighi il clima. Per questo in inverno le temperature scendono spesso sotto lo zero e d'estate superano quasi sempre i trenta gradi. C'è anche una grande escursione termica tra il giorno e la notte, spesso anche con una differenza di quindici gradi. Le ore di sole durante l'anno sono 2662.

Quest'ultimo è il più bel complesso d'arte ispanico-araba della cultura nazarita, costituito da un complesso fortificato, una volta residenza reale, posto sull'altura principale che domina la città. Il Generalife, eretto nel XIII secolo come residenza estiva dei sultani arabi, è famoso soprattutto per i suoi giardini incantati.

Per l'Alhambra bisogna salire lungo la Cuesta de Gomèrez, la Porta delle Melagrane, costruita nel 1536 possiede tre archi. Attraversata questa, si arriva al pioppeto dell'Alhambra, dove nascono tre sentieri scoscesi. Seguendo quello di destra si giunge alle Torri Vermiglie, la fortezza più vecchia di Granada. Il sentiero al centro conduce al Generalife e quello di sinistra davanti a una bella fonte chiamata Pilar di Carlo V. Accanto al Pilar, la Porta della Giustizia, entrata principale dell'Alhambra nel lato meridionale. Una volta attraversata la porta, ci si trova davanti al Palazzo di Carlo V, edificio massiccio nel più sobrio stile rinascimentale. Oggi è sede del Museo dell'Alhambra e del Museo delle Belle Arti. La Porta del Vino è quella che dava accesso alla parte alta dell'Alhambra, l'arco a sesto acuto della sua facciata principale è rivolto verso l'Alcazaba, o Cittadella.

Alcazaba - GranadaL'Alcazaba è, insieme alle Torri Vermiglie, la costruzione più antica del complesso dell'Alhambra. Qui sorgono diverse torri, la più famosa è la Torre della Vela, che misura 16 metri di lato e 25 d'altezza, le cui campane indicavano i turni di irrigazione della fertile pianura circostante. Nella parte interna della cittadella c'è la piazza delle armi, e a sinistra si trova un giardino del XVII secolo denominato Jardìn de los Adarves. Uscendo dalla porta del Vino, e attraversando il giardino che si trova davanti al Palazzo di Carlo V, si scendono alcuni gradini e si arriva ai Palazzi Reali Nazariti che occupano la parte più bassa della collina. Si tratta di tre nuclei, ognuno dei quali svolgeva una funzione specifica nella vita di corte. C'è il Mexuar, o Stanza Dorata, destinata all'amministrazione del regno. Il Serrallo o Curato de Comares, destinato a residenza ufficiale del re. Nell'Harèm, il terzo nucleo, si trovavano le dimore private. L'angolo più interessante dell'Harèm è il Mirador de Daraxa, perché la volta che lo copre permette di trasmettere i suoni. Al centro si trova il Cortile dei Mirti, dalle forme armoniose, con uno stagno. Dal vicino giardino di Doraxa, si accede ai Giardini del Portal e da lì alla Torre delle Dame, nonché alla torre conosciuta con il nome di Mezquita de El Portal.

Da non perdere sono l'Ayuntamento, la Plaza del Carmen, il Corral del Carbòn, l'antico mercato arabo del 1200 in cui risalta il frontespizio decorato. E poi ancora la Real Chancillerìa, costruita nel 1530, la cui facciata è interamente decorata a mano.

Dalla Calle dei Re cattolici, all'altezza della Plaza del Carmen, si prende la Calle del Principe in direzione della Piazza di Bib-Rambla, che è una deliziosa piazzetta dove si tiene il mercato di fiori; qui incominciano le viuzze che formano parte dell'Antigua Alcaicerìa y Zacatin, mercato della seta e zona di artigiani al tempo dei musulmani, dove oggi si concentra un commercio variopinto. La Cattedrale di Granada è in stile gotico però la maggior parte delle sue opere sono rinascimentali. All'interno spicca la Cappella Maggiore.

Nella Calle de los Oficios si trova la Cappella Reale che ospita i sepolcri dei Re Cattolici. La Chiesa del Sacrario, forma parte degli edifici a ridosso della Cattedrale e della Cappella Reale.

La passeggiata che collega il Sacromonte e l'Albacìn incomincia nella Piazza Nuova e continua attraverso la Piazza Santa Anna, dove è ubicata la chiesa omonima, edificio d'influsso mudèjar. Il fiume Darro scorre qui parallelo alla via e gli edifici della destra sprofondano lungo la sua sponda. Dal lato destro si sale al quartiere de la Almanzora, ai piedi dell'Alhambra. Al principio de la Carrera del Darro, in un piccolo vicolo, si trova la Casa dei Pisa, che ospita una ricca e variegata collezione di opere artistiche. Di fronte al primo tra i ponti, quello della Cabrera, c'è una stradicciola che porta al bell'angolo in cui si trova il Convento di Santa Ines, fondato nel XVI secolo. Di fronte al secondo ponte, chiamato il Ponte de la Espinosa, ci sono i bagni arabi conosciuti col nome di El Bañuelo risalenti all'XI secolo. Poco più avanti si trova il Convento di Santa Catalina de Zafra, con annessi una casa araba e un bel cortile del XVI secolo.

Di nuovo nella Carrera del Darro, al numero 41, ecco il Museo Archeologico posto in un palazzo conosciuto come Casa Castril. Da menzionare al suo interno la scalinata e il cortile. Davanti c'è la chiesa di San Pedro, il cui chiostro si affaccia sul fiume. Per salire verso il Sacromonte e l'Albacìn bisogna prendere la Cuesta Chapiz. Alla sua destra si erge il Palazzo dei Cordoba. Nelle vicinanze si trovano le case del Chapiz, quartiere popolare abitato tradizionalmente dai gitani. Sono case scavate nella montagna e in alcune di queste grotte hanno luogo spettacoli di danza e canto conosciuti come 'zambras'. Il sentiero continua verso l'alto, lungo il pendio della collina di Valparaìso, e termina con l'Abbazia del Sacromonte.

Granada, grazie alle sue dimensioni, è una città fatta per passeggiare. L'arte monumentale delle sue strade e delle sue piazze, la bellezza delle sue fontane, dei parchi e delle case rimarrà negli occhi di chi la visita per molto.


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